Il mobbing è un fenomeno complesso che può esprimersi attraverso diverse forme, quali emarginazione, continue critiche, diffusione di maldicenze, assegnazione di compiti dequalificanti arrivando perfino a “sabotaggi” o azioni illegali. Le condizioni perché si possa parlare di mobbing, tuttavia, sono la presenza della durata e sistematicità di tali azioni. Infatti, se le attività che danno luogo al mobbing prese singolarmente non sono distruttive, è l’atteggiamento persecutorio ed il ricorso ad esse continuativamente che diventa una subdola strategia di destabilizzazione della persona lavoratrice. Importanti ricerche sul mobbing sottolineano le conseguenze estreme del fenomeno: danni alla salute della vittima, alla vita di relazione, alla professionalità. Conseguenze negative si riversano anche sulla famiglia del mobbizzato comportando problematiche sia di natura economica che relazionale (figli, coniuge, genitori). Il danno si estende anche alla stessa comunità: il sistema sanitario nazionale, infatti, deve sostenere costi per terapie, ricoveri, medicine, con un aumento degli oneri sociali, quali sussidi, pensioni anticipate, mobilità, invalidità, ammortizzatori. Il mobbing ha costi elevati per l’azienda, diretti o indiretti dovuti ad un generale malessere che incide sulla produttività , le lunghe assenze della vittima per malattia, la perdita d’immagine dell’azienda che può comportare conseguenze nel mercato, la perdita di eventuali elementi capaci, infine le denunce e le vertenze promosse dai mobbizzati.